Frida Khalo e la maglia

Ieri pomeriggio sono andata a visitare la mostra su Frida Khalo attualmente al Mudec di Milano. Ecco qualche riflessione con l’occhio di chi lavora ai ferri.
Frida Khalo col busto istoriato
Frida Khalo indossa un busto in gesso che ha decorato con falce e martello (1950).

L’interesse di Frida Khalo per l’abbigliamento, la moda, il tessile in generale non era incidentale. Era parte integrante del suo modo di vedere il mondo e di rapportarsi ad esso. Frida aveva scelto di non seguire la moda imperante ma di indossare soprattutto abili della tradizione folk messicana, quindi abiti facenti parte del costume delle donne indiane del Messico, per lo più realizzati a mano tanto con stoffe tessute da loro quanto con tessuti e passamanerie commerciali. Si tratta comunque di abiti che mostrano chiaramente la loro origine artigianale. Sono anche gli abiti degli ultimi, di una classe sociale unica, né borghesia, né proletariato, né qualcosa di intermedio tra i due. Una scelta politica, quindi, quella di vestire gli abiti degli indios, che passa attraverso la moda. Infine, non scordiamo l’interesse di Frida per il mondo culturale e artistico precolombiano, interesse che condivideva con il marito Diego Rivera.

Devo lottare con tutte le mie forze affinché il poco di positivo che la mia salute mi permette ancora di fare sia indirizzato ad aiutare la rivoluzione. L’unica ragione reale per vivere (Frida Khalo).

Maglia e uncinetto nei dipinti di Khalo

Ritratto di Doña Rosida Morillo (1944)
Il Ritratto di Doña Rosida Morillo (1944) la mostra intenta a lavorare a maglia

Il tessile aveva una presenza importante anche nelle opere di Frida Khalo. Non solo per i molti autoritratti in cui la pittrice rappresenta é stessa anche tramite abbigliamento e gioielli, ma anche per l’attenzione dedicata agli abiti dei suoi soggetti.

La famiglia Morillo è stata oggetto di una serie di ritratti di Khalo, ai miei fini tra tutti spicca quello di Doña Rosida Morillo, una signora anziana, con i capelli bianchi e mostrata intenta a lavorare ai ferri con della lana rossa. Ciò che mi ha colpita di questo dipinto sono proprio le mani o, meglio, il dettaglio con cui viene mostrata la posizione delle mani della signora che lavora ai ferri.

Dettaglio delle mani
Dettaglio delle mani

I quadri che ritraggono donne che lavorano a maglia o all’uncinetto non sono rari, soprattutto a opera di pittori maschi, ma di solito le protagoniste di questi quadri si limitano a tenere quasi casualmente il lavoro in mano. Non qui. Le ultime dita di ciascuna della mano sono strette al palmo, per permettere loro di sorreggere il ferro, mentre gli indici e il medio della mano sinistra sono in posizione diversa, liberi di guidare il filato e i ferri. La punta del dito sinistro è contro la punta del ferro destro, in un gesto abituale per spingere via il ferro dopo aver realizzato la maglia. Si tratta di mani dipinte ma in cui possiamo facilmente rivedere i nostri atteggiamenti e movimenti nel lavorare. Mani dipinte da chi sa esattamente come funziona il lavoro ai ferri.

Vale la pena anche notare che Doña Rosida sta lavorando con due ferri di un gioco a due punte, non con dei ferri dritti. La seconda punta è chiaramente visibile.

Dettaglio della manica con finitura in pizzo, probabilmente all'uncinetto
Ritratto di Virginia (bambina), dettaglio della manica con finitura in pizzo, probabilmente all’uncinetto

Maglia, uncinetto, tessitura, pizzo, e ricamo rientrano spesso nelle opere di Khalo, ritrarre dettagliatamente abiti e ornamenti era parte del suo stile. Tra gli altri quadri e tra le foto che ritraggono l’artista, mi ha colpita anche il dettaglio con cui ha ripreso il pizzo che rifinisce la manica del vestito in Ritratto di Viriginia. Anche qui, non è soltanto un elemento decorativo ripreso in maniera sommaria: dalle pennellate di Khalo chiunque sa lavorare con competenza all’uncinetto può essere in grado di ricavare il motivo preciso di questa finitura.

La mostra

La mostra Frida Khalo, oltre il mito, è visitabile al Mudec di Milano fino al 3 giugno. Se desiderate visitarla nel week-end è consigliabile preacqusitare il biglietto (15 euro, ma io ho pagato 13 grazie alla tessera Socio Coop) tramite il sito del museo per evitare le code. Alla mostra su Frida si affianca Il sogno degli antenati. L’archeologia del Messico nell’immaginario di Frida Kahlo, visitabile gratuitamente con il biglietto dell’esposizione permanente del Mudec.

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