Uno scialle jazz

Un'ala dello scialle
Un’ala dello scialle

Questo paio di settimane spono state particolarmente pregne di impegni, numerosi corsi e viaggi, l’inizio del corso per il comune di Milano, accidenti di salute e altro ancora. In questa ammuina personale ho avuto difficoltà seria a stare ancorata su progetti complessi e che richiedono dedizione. L’unica cosa con cui sono riuscita a progredire in modo stabile è uno scialle dall’andamento falsamente lineare. In casa avevo da tempo due matasse da circa 550 metri totali di una lana fine ricavata dal disfacimento di un maglione, piena di nodi, che avevo prelevato anni fa a uno swap. Troppo scura e troppo poca per farne alcunché da sola. L’altro giorno ho trovato un negozietto che faceva una svendita e ho comprato una matassa da 500 metri di alpaca e lana da maglieria azzurra carta da zucchero e un po’ “tweeddata” e me ne sono impossessata. Messa doppia con il blu scuro della matassa già in mio possesso le dona corpo e colore.

Scurlera nella versione di Booboolips
Scurlera nella versione di Booboolips

L’idea iniziale era di farne uno scialle a maglia rasata, tranne forse un leggerissimo motivo sul bordo, ma la noia di tutta quella maglia rasata ha rapidamente preso possesso di me e ho iniziato a inserire dei motivi, prima dei rombi e poi mano a mano variando sul tema delle linee diagonali. Mi sono resa conto che sto costruendo questo scialle come un brano jazz: ho un tema, le linee diagonali dei rombi, e mano a mano che procedo lo sviluppo in un’improvvisazione non casuale ma legata a un tema definito. I motivi variano casualmente ma non caoticamente perché sono, appunto, legati a un tema comune che permette loro di svilupparsi in modo variato ma coerente. I rombi sono già transitati a linee diagonali convergenti che, a loro volta, stanno transitando a linee diagonali divergenti.

Come un buon brano jazz di solito non ha una partitura completa ma solo quella del tema, questo scialle non sarà mai un modello. La sua struttura base è quella di un normale scialle triangolare con costruzione che parte dal centro dietro, per il quale ho una mia ricetta abituale (no, non c’è bisogno di scrivere un pattern: avvio sei maglie, metto un marcapunti al centro, nel primo ferro lavoro 2 dir, 1 gett, 1 dir, sm, 1 dir, gett, 2 dir mentre nei successivi ferri del dritto eseguo un gettato dopo le prime 2 m, a 1 m dal marcapunti, a 1 m dopo il m, e prima delle due uiltime m), mentre i motivi sono inseriti in modo semi-casuale (non totalmente casuale, o diventerebbe caotico, non leggibile e sgradevole) che non posso né voglio spiegare. Si tratta di un processo che ho già usato in passato, per esempio per il cappellino Scurlera, che però è diventato un modello, e che probabilmente usero di nuovo in futuro. Il brano di John Coltrane qui sotto illustra bene musicalmente che cosa intendo, anche se la qualità audio è modesta.

Annunci

3 commenti

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...