Il conigliolo raffreddato

Disclaimer 1: non amo tantissimo il coniglio. Lo cucino quando mi viene richiesto in casa, visto che invece a mia madre e mia nonna piace. Disclaimer 2: oggi non avevo un piffero di voglia di cucinare: ho il raffreddore e il mal di gola e ho fatto tutto senza assaggiare.

La ricetta che segue è adattata con poche varianti da Il Talismano di Ada Boni.

Coniglio alla ligure imbastardito
Coniglio alla ligure imbastardito

Il conigliolo l’ho pulito rimuovendo il grasso in eccesso (nei conigli di grande distribuzione ce n’è troppo). In una padella abbastanza pesante ho messo olio, qualche ciuffetto di rosmarino pure lui un po’ raffreddato, una foglia di salvia e due fesine d’aglio divise in due. Ho aggiunto il coniglio e l’ho fatto rosolare a fuoco abbastanza dolce finché non si è dorato. A quasi fine rosolatura ho aggiunto mezza cipolla dadolata abbastanza fine. Quando tutto il coniglio è stato rosolato, ho condito con un pizzico di sale pestato assieme a pepe e timo secco, quindi ho alzato il fuoco al massimo, aggiunto un bel bicchiere di vino, qualche centimetro di salsa di pomodoro, solo per togliere il grigio alla preparazione (uno di quei riti appresi dalla nonna) e, quando ha sfumato il vino, ho coperto e portato a cottura aggiungendo un po’ di acqua alla necessità. 10-15 minuti prima della fine della cottura, ho aggiunto una dozzina di olive nere (Kalamata, cioè quelle che avevo in casa) e terminato la cottura.

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