Ovverosia perché dico che bisogna avere estrema prudenza nell’usare i tutorial italiani sulla maglia, che spesso sono molto approssimativi.

Mi è capitata la ventura che l’ineffabile algoritmo di Instagram mi offrisse un video (un reel come piace ad Instagram si chiamino) in cui una dessa che si professa insegnante ed esperta di maglia cercava di spiegare le maglie ritorte: questo. (Sì, lo so, le sto dando visibilità. Abbiate pazienza.) Lo riassumo, la maglia ritorta a diritto è possibile solo se la maglia si presenta con la “gambina” posteriore avanzata. Uh?!
Principi generali sul montaggio delle maglie

Sul ferro le maglie non sono perfettamente perpendicolari, dato che sotto alla maglia c’è un tessuto che si presenta parallelo al ferro stesso. Ogni maglia ha una gambina che avanza rispetto all’altra. Immaginate letteralmente che le maglie siano omini seduti a cavallo di una staccionata, con la faccia verso la punta del ferro. Gli omini che guardano verso sinistra avranno, a causa della torsione del busto, la gamba dal nostro lato della staccionata-ferro più avanti dell’altra. Gli omini che guardano verso destra (verso di noi) avranno l’altra gamba che si porta più avanti della destra.
Quale gamba appare avanzata dipende da come il filo viene gettato attorno al ferro (non con quale mano): se nell’eseguire il diritto il filo giro attorno al ferro destro in verso orario otteniamo il montaggio occidentale, questo avviene nelle lavorazioni English, Continental e Portuguese; se invece il filo viene gettato in verso antiorario, come avviene nella lavorazione Eastern European, la maglia risulta montata con la gambina dietro avanzata (montaggio Eastern). La lavorazione Combination produce maglie miste, a seconda che siano eseguite a diritto o a rovescio.
In tutte le lavorazioni il ferro destro punta la maglia nella gambina avanzata. Agli allievi spiego spesso che se fai molta fatica a infilare il ferro forse fai qualcosa di sbagliato: puntare il ferro nella gambina avanzata significa puntare il ferro destro nella gambina davanti se si lavora con una tecnica occidentale, dietro se si lavora Eastern European, a volte davanti e a volte dietro se si lavora Combination.
Andiamo al punto (ritorto)
Che cosa è una maglia ritorta? La maglia diritta si presenta come una V. Se osserviamo un lavoro a maglia rasata, il diritto del lavoro apparirà come una distesa di queste V, una a fianco all’altra, una sotto l’altra. Se lavoro maglie ritorte, invece, queste appariranno come delle treccine: le maglie ritorte in italiano, infatti, vengono talvolta anche chiamate maglie crociate.

Per eseguire le maglie ritorte a diritto dovrò lavorare puntando il ferro destro nella “gambina difficile” della maglia. Se sto lavorando con una tecnica occidentale questo significa che punterò il ferro destro nella gambina posteriore della maglia, come vedete fare qui da Very Pink Knits. In questo modo la maglia lavorata apparirà torta verso sinistra.
Chi lavora Eastern European come me, punterà invece il ferro destro nella gambina davanti della maglia (ricordate per noi la gambina avanzata è quella dietro), ottenendo una maglia ritorta verso destra. Ovviamente, chi lavora Combination farà la solita ammuina. E ovviamente, è possibile realizzare anche maglie ritorte in verso opposto (a destra per chi lavora Western, a sinistra per chi lavora Eastern) con qualche trucco, ma viva il Gesù bambino, non andiamo troppo nei dettagli, che già sono verbosa. Le maglie ritorte così ottenute servono per rinforzare il lavoro in determinati punti (per esempio ai lati delle smagliature in questo mio vecchissimo cappellino) o per aggiungere texture, per esempio nella lavorazione a trecce bavaresi o simili motivi.
Dove nasce il problema?
Avete visto il video da cui siamo partiti? Con sicumerica certezza, la dessa spiega che le maglie ritorte (testuale, anche le evidenziazioni) «Può essere lavorato solo se le maglie si presentano in questo modo», e procede a girare le maglie dal montaggio occidentale a quello orientale, cioè con la gambina avanzata dietro.

Bon, cosa succede se prendo una maglia montata occidentale, la giro mettendola in posizione con il montaggio eastern e poi punto con il ferro destro nella gambina dietro (che ora è avanzata) e la lavoro a diritto? Ottengo un diritto normale! E non c’è più molto altro da dire, cioè questa cosa è ovvia a chiunque conosca la maglia dal punto di vista tecnico. Non è possibile dibattere questo fatto, è oggettivo, così come sono chiaramente udibili e non controvertibili le sue parole che la maglia ritorta diritta si può fare solo così.
Conclusioni («Finalmente», diranno i miei venticinque lettori)
Lo dico e lo scrivo spesso: evitate i tutorial filmati italiani. Non lo dico perché personalmente disprezzi il mezzo video, almeno per quanto riguarda i tutorial tecnici (lo disprezzo quando cerca di insegnare a fare un intero modello perché le caratteristiche del medium sono sbagliate: per un modello serve un medium freddo, sangue di san McLuhan!). Lo dico perché trovo che la stragrande maggioranza di essi sia realizzata da dessi e desse che spesso magari sanno anche lavorare a maglia, ma non conoscono bene gli elementi tecnici della maglia.
La maggior parte di questi video sono copiati dall’un* all’altr*, e come sempre ogni copia porta con sé del rumore che fa sì che gli errori si accumulino, stratifichino, e coagulino in disastrosi groppi. E, attenzione, non sto dicendo che questo video sia copiato. Ma sicuramente contiene pesanti errori tecnici che possono ripercuotersi sul lavoro di chi si affida a video così. L’autrice è vivace, filma bene (o viene filmata bene) è garrula e allegra quanto basta. Ma al momento non ha le basi tecniche della maglia che le permetterebbero di spiegare e forse anche di comprendere concetti complessi.
Insomma, «18 qui o 24 nel cortile» diceva un professore della Statale in anni passati (almeno così raccontava la leggenda). Lo sventurato studente che rispondeva «24 nel cortile» si vedeva lanciare il libretto dalla finestra, verso il cortile o, per maggiore precisione, verso la fontana nel cortile. Questo tutorial è un caso da 18 qui o 24 nel cortile. Ma tuttavia, non si tratta di un problema solo di questo video. L’ho usato come esempio, ma in rete ce ne sono a bizzeffe di video come questo, che paiono voler spiegare ma si trovano a non esserne capaci.
Non è quindi una colpa della dessa sola, è un problema generalizzato dall’esistenza della categoria degli influencer, personaggi con un’arte e una parte solo parziale che spesso si improvvisano espertoni con risultati devastanti. Nella maglia il rischio peggiore è che qualcuno veda un video come questo, poi pensi di fare un diritto ritorto e si ritrovi con un diritto. La questione è ben più grave se l’influencer si ritrova a parlare magari di medicina, consigliando cure raffazzonate che poi vengono seguite da malcapitati di turno con effetti seri sulla loro salute.